Il progetto di ricerca affronta testi e discorsi politici prodotti nel corso dell’interregno inglese (1649-1660) e nell’Italia della prima metà del Seicento i quali si collocano sulla soglia tra il pensiero utopico e il pensiero politico di stampo repubblicano. Le fonti testuali da indagare si contraddistinguono per la particolare simbiosi tra la forma del testo e il linguaggio politico dell’utopia da un lato, e il trattato politico di ispirazione repubblicana dall’altro. Esempi in tal senso sono usciti dalla penna di Lodovico Agostini, Traiano Boccalini e Lodovico Zuccolo in Italia, James Harrington, John Milton e Gerrard Winstanley in Inghilterra, per quanto il progetto si proponga un’analisi più ampia della trattatistica e consideri altri tipi di fonti come i pamphlet e le corrispondenze tra gli Stati dell’epoca. L’ipotesi di lavoro muove dalla constatazione di un rapporto di tensione, se non paradossale, tra una serie di funzioni, tre in particolare, che caratterizzano la forma utopico-repubblicana del pensiero e del linguaggio politico, ossia: la creazione di un “reservoir” del pensiero repubblicano, l’esercizio della critica e dell’opposizione contro l’ordine politico esistente, così come la conservazione e la legittimazione dello Stato moderno. La ricerca, qui proposta, sul pensiero e sul linguaggio utopico-repubblicano del Seicento consente di mettere in discussione la tesi, tuttora dominante (sostenuta, ad esempio, da alcuni autori della Cambridge School) per cui in questo periodo il pensiero repubblicano, soprattutto per quanto riguarda il caso italiano, sarebbe un pensiero in declino o marginale.